Phthalo green e phthalo blue sono pigmenti di origine organica sintetica appartenenti al gruppo delle ftalocianine, molecole con proprietà coloranti che coprono in particolar modo lo spettro cromatico nel range dal verde al blu. La scoperta di questo composto chimico fu casuale ad inizio ‘900 e soltanto con l’arrivo degli anni Trenta si trovò il metodo di svilupparlo e produrlo a livello industriale su larga scala.
Phthalocyanine deriva dal greco ‘naphtha’ e ‘cyanine’, parole che unite assieme significano ‘dark blue from mineral oil’.
Il pigmento blu è entrato in commercio nel 1935, quello verde nel 1938 e da allora la loro presenza è diventata fondamentale in ambito artistico data la scarsità di altri pigmenti stabili, poco tossici e non esosi. Si tratta di pigmenti affidabili, che ben si adattano a tecniche e medium diversi, dando vita a molte sfumature e tinte diverse di verde-blu. Inoltre ogni produttore utilizza la propria ‘ricetta’, aumentando così a dismisura la quantità di varianti a disposizione per ciascuno dei due pigmenti.
Per quanto riguarda phthalo green, va detto che questo pigmento viene utilizzato per creare anche molti dei cosiddetti ‘convenience greens’, ovvero tonalità di verde che non fanno riferimento ad un pigmento o colorante specifico, ma nascono dalla combinazione di due o più pigmenti, pensiamo a emerald green, hooker’s green, sap green, olive green solo per citarne alcuni.